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In Qua

In via Baltea 3, Barriera di Milano, ha aperto POST, uno spazio inedito non solo nel panorama cittadino, ma anche in quello nazionale. Noi siamo andati ad intervistare chi è dietro questo progetto: Ugo Vallauri e Gianluca Gozzi

I: Ugo Vallauri, ideatore di POST, una nuova realtà in Barriera, a te chiediamo di raccontarci che cos’è POST?

Ugo: POST è un nuovo spazio che mette insieme una comunità di persone che riparano, i Restarters Torino, e una biblioteca degli oggetti, la prima di Torino dove, diventando soci e mettendo a disposizione uno degli oggetti che usate non frequentemente, potete in cambio prendere a prestito qualunque altro oggetto messo a disposizione dalla comunità. Tutto ciò per ragionare su un modello di consumo collaborativo in cui non si deve per forza acquistare qualcosa ogni volta di cui se ne ha bisogno. Ma saranno frequenti anche i Restart Parties, ovvero eventi in cui le persone imparano a riparare l’una dalle altre. La riparazione è molto importante anche in ottica perché ci permette di evitare di creare rifiuti elettrici ed elettronici, che sono quelli a maggior tasso di crescita a livello mondiale.

I: Questo è il primo luogo del genere ed è da molti anni che cercavi di aprirlo. Parlaci un po’ del tuo background e della tua storia.

Ugo: Sono tornato 4 anni fa a Torino dopo aver vissuto molti anni a Londra. Lì abbiamo aperto con Restart Project, la no-profit che ho fondato in Inghilterra, delle Fixing Factories, e in parallelo iniziato il movimento dei Restarters e dei Restart Parties. Dopo tanti anni all’estero, volevo assolutamente portare queste esperienze qui. Per questo nasce POST, il primo esempio del genere in Italia, dove queste attività sono anche accompagnate da diversi corsi: si può imparare a saldare, a ricablare una lampada, a fare manutenzione al proprio tostapane… Il nostro obiettivo è quindi quello di cercare di abbinare diversi aspetti della circolarità, del riuso, della riparazione, per darci più possibilità di imparare a pensare alle comunità del futuro. In questo senso, nessun luogo poteva essere più ideale di Barriera.

I: Parliamo del diritto alla riparazione: che cos’è?

Ugo: Con diritto alla riparazione si intende la possibilità che le persone possano dare una seconda vita agli oggetti, trovando i pezzi di ricambio a basso costo e non dovendo buttare cose che vogliono ancora aggiustare. Si fonda su tre idee fondamentali: gli oggetti devono essere facili da smontare e da riparare; i pezzi di ricambio e le istruzioni per poterli riparare devono essere disponibili a tutti gratuitamente e i pezzi a basso costo. I consumatori hanno diritto, quando acquistano un prodotto, a sapere quanto è riparabile, e se lo è oppure no. Noi ci stiamo battendo come Right to Repair Europe, una coalizione con quasi 200 membri da 30 paesi diversi di tutta Europa, per avere delle leggi che creino delle soluzioni per questo. In questi giorni entra in vigore anche in Italia il cosiddetto decreto legislativo sul diritto alla riparazione, che dà dei diritti ai consumatori quando gli oggetti si rompono. È un primo passo, non basta, ma è qualcosa. In contemporanea sono già entrati in vigore un regolamento europeo sull’ecoprogettazione, per esempio di smartphone e tablet, quindi quando acquistate uno smartphone, adesso è più durevole, meno facile che si rompa quando vi cade, la batteria dura più a lungo, i pezzi di ricambio sono disponibili per almeno 7 anni dall’uscita dal mercato e aggiornamenti software per legge per almeno 5 anni. Questo è come possiamo cambiare le cose.

Da febbraio dell’anno prossimo, sempre anche grazie al nostro lavoro in Europa con repair.eu, le batterie di tutti i prodotti elettrici ed elettronici dovranno essere sostituibili dall’utente. Quindi i nuovi modelli di rasoio, di cuffie stereo e tanti altri prodotti non potranno più avere le batterie saldate, difficili da riparare, ma dovranno essere molto più accessibili alle persone.

I: Gianluca Gozzi, fondatore di Spazio 211, tu che sei nato e cresciuto qui, che effetto ti fa aver portato una nuova realtà a Barriera di Milano?

Gianluca: Barriera di Milano è periferia e spesso si confonde la periferia geografica con quella culturale. Ovviamente lo è geograficamente, perché si trova all’estremo della città, ma non culturalmente. È un luogo vivo con un fermento creativo che, ancorché caotico, però ritrovi in posti come POST.

Via Baltea, un luogo dove puoi trovare persone di provenienze diverse, culturali e sociali, che convivono tra di loro, era il posto ideale dove poter partire con questo nuovo progetto, che fondamentalmente racconta proprio questo: come creare relazioni, svincolandosi dall’essere clienti. Ormai siamo abituati ad andare in luoghi dove sei per l’appunto cliente: devi consumare un caffè, un cocktail, vai al cinema col biglietto… Invece qua l’idea è di avere persone che non siano solo fruitori di un servizio, ma parte di una comunità, cioè riconoscersi in un’idea comune. E qual è l’idea comune? Quella che a volte condividere  oggetti, relazioni, idee, stimoli, saperi sia meglio che possedere. Quindi non per se stessi, non il do it yourself col quale molti, me incluso, sono cresciuti negli anni, ma il do it together, cioè il fare insieme.

Questo è un po’ l’idea del POST. Come si traduce? Si traduce in una riparazione, un’officina moderna nel terzo millennio dove si riparano non solo cose, ma anche persone.

Riparare persone si fa pensando alle persone come protagoniste di quello che succede. Quindi immaginiamo qua tanti eventi e momenti in cui si mette sullo stesso livello chi si esibisce e chi invece partecipa apparentemente come qualcuno che ascolta, ma che collaborano insieme: residenze artistiche dove si crea insieme, momenti di dibattito… Avere cioè un luogo aperto, motivo per il quale non abbiamo nemmeno voluto inaugurare già con un programma preconfezionato calato dall’alto, in modo che qualsiasi idea sia la benvenuta. Partiamo dal cosa fare anziché dal come farlo.

I: E cosa può fare chi è interessato a POST?

Gianluca: Innanzitutto venire a conoscerci. POST è aperto ogni giorno dalle 17 alle 21, ma ci può contattare anche in altri momenti. È un posto dove puoi fare tante cose, dal mangiare al far riparare qualcosa. Abbiamo un tesseramento annuale che ti permette di accedere gratuitamente a tutte le varie attività, di prendere in prestito degli oggetti, portare magari un tuo oggetto che hai a disposizione a casa e non utilizzi, quindi a disposizione per la comunità. Soprattutto, però, ci piace l’idea che le persone vengano qua per proporre idee, parlarne insieme e magari far sì che si possano realizzare. Insomma, un luogo che sia veramente un luogo di produzione in questo senso, più che di consumo.