Dentro al “mondo nuovo”, un futuro già presente, di cui InQua fa sempre più parte, per estendere i diritti a tutti, contrastare le discriminazioni, rafforzare la voce e favorire il protagonismo delle periferie e delle nuove generazioni anche nella rete.

Il “mondo nuovo” non è qualcosa che deve arrivare. È già il presente, esiste e Torino si prepara a discuterne durante la quinta edizione del Festival Digitale Popolare, in programma l’1 e il 2 ottobre tra piazza San Carlo e le Gallerie d’Italia.
Ad annunciare il Festival, durante la conferenza stampa a Palazzo Civico, è stata Chiara Foglietta, assessora alla Transizione digitale e Innovazione della Città di Torino. Al centro di questa edizione ci saranno le tecnologie emergenti e le trasformazioni che stanno già interessando la società: dall’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro e sulla pubblica amministrazione fino alla geopolitica, all’informazione e alla cybersicurezza.
Un programma che parte quindi dal digitale, ma prova ad allargare lo sguardo alle conseguenze che le nuove tecnologie hanno sulla vita quotidiana e sulla società.
Francesco Di Costanzo, intervenuto dopo Foglietta, ha insistito proprio sulla necessità di guardare a questo “mondo nuovo” senza considerarlo qualcosa di lontano. Lo sviluppo tecnologico, secondo il presidente della Fondazione Italia Digitale, deve continuare, ma deve anche essere accompagnato e gestito.
Il tema dello sviluppo è stato ripreso da Fatima Zahra El Maliani, consigliera della Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha collegato la trasformazione digitale al contesto sociale e geopolitico attuale. Un contesto segnato da nuove incertezze e da un divario sociale che, se non affrontato, rischia di diventare sempre più difficile da recuperare.
Da qui la necessità di immaginare uno sviluppo accessibile e una società che non produca nuove disuguaglianze. La formazione digitale e la possibilità di accedervi diventano quindi strumenti centrali per costruire comunità.
<<Che futuro digitale vorremmo?>>è una delle domande da cui partire. Il Festival proverà a raccogliere queste voci durante le due giornate, per arrivare poi a una restituzione finale.
A sottolineare il legame con il territorio è stato Fabio Malagnino, direttore del Festival, che ha ricordato come questo evento sia fortemente radicato nel contesto torinese e piemontese. Quando si è iniziato a ragionare sul tema del “mondo nuovo”, molti degli argomenti individuati sembravano appartenere al futuro, per poi realizzare quanto in realtà siano attuali: dalla cybersicurezza alla radicalizzazione, fino al rapporto tra i giovani e nuove tecnologie.
Ed è proprio sui giovani che il Festival avrà un’attenzione particolare.
Tra i media coinvolti nella quinta edizione ci sarà anche InQua, che parteciperà come media partner.
Una collaborazione che può sembrare particolare: InQua nasce infatti per raccontare Barriera e Aurora, mentre il Festival si svolgerà nel cuore di Torino.
Ma raccontare un quartiere non significa informare solo su ciò che accade al suo interno, significa anche mettere in relazione le realtà e le persone del territorio con i temi che attraversano la città nel suo complesso e parlarne nel cuore della città ci permette di presentare le voci, i temi e le esperienze di Aurora e di Barriera a chi prende le decisioni.
Inoltre noi stiamo già costruendo il futuro digitale che vogliamo cercando di raccontare le iniziative che si svolgono in qua, unendo le tante realtà che ogni giorno lavorano per offrire opportunità a chi abita nel nostro territorio, approfondendo temi e fatti di cronaca che inevitabilmente e spesso strumentalmente ci vedono coinvolti ma che spesso vengono raccontati sempre da chi vive di là.
Infine nel futuro digitale che vogliamo non c’è spazio per l’odio sociale, per le fake news, per la discriminazione e per il dolore causato dagli haters ma c’è al contrario il protagonismo della gen z e lo sguardo geopolitico delle nuove generazioni di italiani.
Il digitale, poi, è già parte della quotidianità di Barriera e Aurora: riguarda i giovani, la scuola, il lavoro, l’accesso ai servizi, l’informazione e le opportunità. Per questo, le domande che il Festival pone riguardano anche le comunità che InQua racconta ogni giorno e che hanno gli stessi diritti di chi vive negli altri quartieri.
Durante le due giornate del Festival, la redazione realizzerà interviste e contenuti per raccontare l’iniziativa attraverso le persone che lo animano e che vi partecipano, con uno sguardo attento al rapporto tra innovazione, giovani, territorio e comunità.
Perchè il “mondo nuovo” di cui si parlerà a Torino non è solamente quello delle grandi innovazioni tecnologiche. È anche quello che sta già entrando nella vita delle persone per cercare di migliorarle.
Per il programma consultare il sito.